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	<title>StopTso</title>
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		<title>StopTso</title>
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		<title>AndrèBreton</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 11:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antenati]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrè Breton (1896-1966), dopo avere studiato Medicina ( psichiatria), si dedicò all&#8217;attività letteraria e fu uno degli animatori delle avanguardie di Parigi. In un primo tempo, aderì al movimento dadaista, con la raccolta di versi Monte di pietà (1919). Poi, se ne distaccò e, con altri, fondò la rivista Litterature. Nel 1924, pubblicò il primo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=19&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight:bold;">Andrè Breton </span>(1896-1966), dopo avere studiato Medicina ( psichiatria), si dedicò all&#8217;attività letteraria e fu uno degli animatori delle avanguardie di Parigi.</p>
<div style="text-align:justify;">In un primo tempo, aderì al movimento dadaista, con la raccolta di versi <span style="font-style:italic;">Monte di pietà</span> (1919). Poi, se ne distaccò e, con altri, fondò la rivista <span style="font-style:italic;">Litterature</span>. Nel 1924, pubblicò il primo <span style="font-style:italic;">Manifesto del Surrealismo</span> (movimento al quale si deve essenzialmente la sua fama).<br />
Con tale movimento Breton voleva uscire dagli schemi dell&#8217;osservazione realistica delle cose e dei fatti.<br />
partendo dalla psicoanalisi di <span style="font-weight:bold;">Sigmund Freud</span>, si dedicò a investigare il mondo dei sogni.<br />
Dal punto di vista politico, aderì al comunismo di <span style="font-weight:bold;">Lev Trotzky</span>.<br />
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<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lauratod.wordpress.com/19/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lauratod.wordpress.com/19/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lauratod.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lauratod.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=19&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Arte e Pazzia</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 19:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni "psichiatriche"]]></category>

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		<description><![CDATA[La pazzia ha assunto, a causa del romanticismo, un ruolo predominante nel mondo dell&#8217;arte. Non tanto la malattia mentale in sé, quanto uno stato di cose che lega l&#8217;artista all&#8217;immaginario di pazzo, irrazionale, non-normale, non-comune, vediamone alcune ragioni. Nel periodo prerinascimentale l&#8217;artista (pittore, scultore, ornatore) era considerato come un artigiano abile e savio, che lavora [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=18&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pazzia ha assunto, a causa del romanticismo, un ruolo predominante nel mondo dell&#8217;arte.<br />
Non tanto la malattia mentale in sé, quanto uno stato di cose che lega l&#8217;artista all&#8217;immaginario di pazzo, irrazionale, non-normale, non-comune, vediamone alcune ragioni.<br />
Nel periodo prerinascimentale l&#8217;artista (pittore, scultore, ornatore) era considerato come un artigiano abile e savio, che lavora e viveva del lavoro manuale, e il poeta come un intellettuale posto ad un gradino alto della società vicino ai potenti (clero e nobiltà).<br />
Durante il rinascimento l&#8217;artista assume una posizione di rilievo mai avuta in precedenza e può permettersi di opporsi ai potenti imponendo la propria opinione (vd. Michelangelo coi papi, Leonardo coi potenti etc.). Il ruolo dell&#8217;artista come uomo importante che impreziosisce le corti dei potenti dura fino all&#8217;avvento e la caduta di Napoleone. Con la perdita di potere progressiva della nobiltà e del clero nella società (nonostante il ritorno di fiamma di restaurazione e impero ausburgico etc.) anche gli artisti perdono il peso che avevano prima.<br />
Il romanticismo fa assumere alla pazzia un valore estetico nuovo. Assume a propria cifra stilistica il pazzo, basti ricordare: la folle corsa dell&#8217;alter ego di Ugo Foscolo (1778-1827) nelle lettere dell&#8217; &#8220;Ortis&#8221; e il suo corrispettivo tedesco nel giovane Werter per la letteratura (Goethe 1749-1832), la scapigliatura italiana come movimento letterario e pittorico e stile di vita sregolato, i bohemien francesi che vivevano in modo sregolato e trasandato.<br />
L&#8217;uso di droghe da parte di alcuni artisti, oppio in particolare, e il cambiamento della società da agricola e nobiliare in borghese e industriale sposta l&#8217;attenzione su nuovi valori (produzione, stato, risorgimento, borghesia), fa si che l&#8217;artista venga reietto come un pazzo o un vagabondo, poiché non conforme allo stile di vita moderato della borghesia.<br />
Gli impressionisti francesi e, prima ancora, i macchiaioli italiani, concentrano l&#8217;attenzione non più su forme, proporzioni e prospettiva, ma sul colore, la luce e su uno stile che spezzi col passato e con le accademie, uno stile che non ha più a che fare con l&#8217;arte celebrativa del clero e dei nobili. Sul finire dell&#8217;ottocento prolificano artisti pazzi in Europa: Van Gogh (1853-1890) ne è l&#8217;esempio estremo e più celebrato appunto per il connubio arte e pazzia, rivalutato solo da morto e esaltato dal mercato dell&#8217;arte. Van Gogh nel 1889 dipinge il suo autoritratto con la testa fasciata dopo essersi ferito l&#8217;orecchio.<br />
A celebrare i nuovi potenti, i borghesi, ora c&#8217;è la fotografia e non più la pittura, anche se la ritrattistica prosegue, come pure l&#8217;acquisto di quadri d&#8217;arredo.<br />
Tutti gli artisti, anche i più pacati, debbono darsi un aspetto e stile di vita originale, irregolare, pazzo, è il bisognoso di fuggire e di estraniarsi da un mondo fatto di enormi città e quartieri operai delle nascenti industrie, l&#8217;artista appare agli occhi dell&#8217;uomo comune come un diverso. Baudelaire (1821-1867) canta la fuga dell&#8217;artista dal mondo che non gli appartiene più, Freud (1856-1939), Jung e soci cercano un altro mondo dove portare l&#8217;uomo, un mondo dentro l&#8217;uomo stesso: la psicanalisi. Wagner (1813-1883) ha il tempo di celebrare la grande Germania mentre Nietzsche (1844-1900) prima gli è amico, poi lo odia e poi impazzisce e muore in manicomio.<br />
Chi non si adegua alla borghesia o alla classe operaia o è un pazzo o è un intellettuale o è un artista. La musica subisce un primo trauma con il romanticismo, i brani non sono più melodie canticchiabili ma concerti per pianoforte non ripetibili e molto personali e intimi (Schumann, Schubert, Brams, Chopin etc.). La musica si avvia alla dodecafonia e alla serialità che smonta la melodia e la incastra in serie matematiche (Schönberg, Berg, Weber e più tardi Adorno e il bresciano Camillo Togni).<br />
Nasce il cinema nel 1895. Il teatro diventa assurdo e violento, il 10 dicembre 1896 nel teatrino simbolista di Oeuvre a Parigi viene rappresentato Ubu Re, di Alfred Jarry, un Mach Beth violento che aggrediva e insultava il pubblico col linguaggio tipico della seconda avanguardia teatrale.<br />
Il Novecento si apre con l&#8217;avvento della tecnocrazia, la macchina la fa da padrone nelle città e le avanguardie artistiche ne sono influenzate.Il primo manifesto futurista stampato sul Figaro nel 1909 assume come cifra stilistica la macchina, la velocità e la guerra.<br />
La poesia si destruttura, il futurismo italiano da nuovo vigore e nuovi valori all&#8217;arte dopo la decadenza e i crepuscolari. In opposto alle avanguardie, il pazzo tra i pazzi, dove i pazzi sono i futuristi e il pazzo è Dino Campana (1885-1932), pubblica nel 1914, dopo fatiche immani, il suo unico lavoro, i suoi Canti Orfici, prima di finire in manicomio e dopo un&#8217;avventurosa vita da girovago. La malattia mentale diventa argomento di letteratura, Svevo (1861-1928) si dedica la romanzo Psicanalitico stimolato dall&#8217;amico Joyce, lo &#8220;Zeno&#8221; è del &#8217;23.<br />
Gli anni venti vedono la pazzia imperare anche nel cinema, l&#8217;espressionismo tedesco dona alla storia del cinema dei capolavori che mettono in scena la follia, ne ricordo solo alcuni, innanzitutto nel 1920 &#8220;Il gabinetto dl dottori Caligari&#8221; di Wiene, &#8220;Nosferatu il Vampiro&#8221; di Murnau nel 1922, e infine &#8220;Metropolis&#8221; di Lang nel 1927 che chiude la corrente.<br />
L&#8217;artista deve essere pazzo ed eccentrico per essere tale. Il cubismo e le avanguardie allontanano ancora di più il mondo dell&#8217;arte dalla normalità della gente.<br />
Tutto è cancellato dall&#8217;avvento delle dittature totalitarie. Più che in Italia, paese in cui né il cinema né le arti figurative subirono mai una censura diretta ma furono influenzate &#8220;dall&#8217;aria che tirava&#8221; (di fatti la scuola sperimentale di cinema di Roma o la Brera di Milano erano piene di comunisti), fu in Germania e in Russia che il governo dittatoriale spazzò via il linguaggio delle avanguardie, troppo lontano dal popolo e troppo poco celebrativo per il dittatore, con esso spazzò via anche gli artisti sperimentatori o pazzi, per non parlare della morte di centinaia di musicisti, pittori, compositori e creativi ebrei nell&#8217;Europa di Hitler.<br />
L&#8217; Europa-maceria del dopoguerra diede modo di far rinascere la figura degli artisti pazzi, difatti, Antonio Ligabue (1899-1965) può divenire famoso solo nei primi anni sessanta, grazie alla rinascita del mercato dell&#8217;arte durante il boom economico e la promozione della sua pittura naïf.<br />
Negli anni &#8217;70 è rivalutata la figura poetica, dimenticata, del poeta morto pazzo Dino Campana, gli sceneggiati TV della RAI raccontano a tutti le vite degli artisti pazzi, da Michelangelo, iracondo e creativo, a Leonardo, geniale e incompreso, a Van Gogh, pazzo e incompreso, a Ligabue, anche lui pazzo e incompreso. La Tv ha un ruolo fondamentale nel cantare come pregio e caratteristica la follia per l&#8217;artista vero, l&#8217;autenticità passa per l&#8217;incompreso dei contemporanei e la rivalutazione dopo la morte.<br />
Negli anni Settanta l&#8217;arte torna ad allontanarsi dalla gente, neodadaismo, arte psichedelica (da non sottovalutare gli stati alterati della mente provocati dall&#8217;LSD nell&#8217;arte degli anni 60 e 70), arte concettuale, arte povera, teatro d&#8217;avanguardia, lo stesso Andy Warhol (1930-1987) padre creativo dell&#8217;arte pop, l&#8217;arte per il popolo, vestiva e si atteggiava come un pazzo, coi capelli in piedi e abiti stravaganti.<br />
La fusione tra artista e pazzia, in tutte le discipline dell&#8217;arte è compiuto appieno. Ultimo gradino è la fondazione dell&#8217;Accademia della Pazzia di Claudio Misculin, regista e autore italiano che lavora coi malati di mente, essendo anch&#8217;egli stato ricoverato in manicomio.</p>
<p>di Simone E Agnetti </p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lauratod.wordpress.com/18/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lauratod.wordpress.com/18/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lauratod.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lauratod.wordpress.com/18/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=18&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Considerazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Considerazioni "psichiatriche"]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual è il momento preciso in cui nasce la psichiatria? il mondo antico (soprattutto quello classico) non conosceva questa &#8220;scienza&#8221;. Certo, esistevano le superstizioni, in base alle quali un epilettico era considerato un indemoniato , ma questo vuol dire anche che gli antichi (saggi) avevano capito che il cosiddetto malessere, nasce dal profondo dell&#8217;anima e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=17&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Qual <span>è il momento preciso in cui nasce la psichiatria?<br />
il mondo antico (soprattutto quello classico) non conosceva questa &#8220;scienza&#8221;. Certo, esistevano le superstizioni, in base alle quali un epilettico era considerato un indemoniato , ma questo vuol dire anche che gli antichi (saggi) avevano capito che il cosiddetto malessere, nasce dal profondo dell&#8217;anima e non da qualche sinapsi cerebrale.<br />
E d&#8217;altra parte lo stesso Freud non era uno psichiatra, ma uno psicologo. Allora,diciamo che da una filsofia si è passato ad una scienza ,così, da un momento all&#8217;altro e guarda caso, quando le grosse masse contadine, trasferendosi nelle grosse città, diventano masse proletarie, in conflitto con la borghesia (e c&#8217;è ancora chi dubita del carattere repressivo della psichiatria!).<br />
 Le vere malattie degenaritive del sistema cerebrale  sono : L&#8217;Alzehimer, ma anche la Sclerosi multipla, ossia malattie che vengono curate con la farmacologia &#8220;normale&#8221;, coi cortisonici, ma NON COI PSICOFARMACI ED I TSO. </span><br />
</span></p>
<p><span>Purtroppo , fintanto che ci saranno persone confuse(dalla cultura indotta)  che portando come esempio casi estremi che non hanno nulla a che vedere con la medicina, ma spesso con il codice penale,ci saranno migliaia di persone che verranno torturate,sedate,legate,mutilate, e ci saranno lo stesso individui che  uccidono o vogliono uccidere, ma almeno senza la coercizione salveremo quelle migliaia che vengono sottoposte a TSO torturate e che lo ripeto non hanno fatto male a nessuno.Quando un metodo per &#8220;salvare&#8221;(ma non salva) qulcuno,ne ammazza un&#8217;altro; la &#8220;cura&#8221; è peggio della &#8220;malattia!&#8221;(tra l&#8217;altro è da provare che c&#8217;è una malattia,l&#8217;unica cosa tangibile di tutta la psichiatria è il pregiudizio e la squalifica dell&#8217;individuale) </span><br />
ricordo che non ci sono metodologie scientifiche che regolano la psichiatria, ma solo opinioni che fanno assimilare la psichiatria più alla filosofia,o alla giurisprudenza che alla medicina,difatti la bibbia degli psichiatri è il manuale per la diagniostica statistica dei disordini mentali e non è altro che una serie di proclami eletti per alzata di mano e se uno psichiatra non si conforma viene radiato dall&#8217;albo.<br />
A me non interessa disintegrare la psichiatria, non voglio negare la sofferenza umana o l&#8217;aiuto a chi stà male,(anzi figuratevi secondo mè noi diamo POCO aiuto alle persone, ne voglio dare MOLTO di più!) ma non voglio che per paura che una donna si uccida,venga per  venti anni legata ad un letto&#8230;.per il suo bene&#8230;</p>
<p>Come disse Franco Basaglia (che non è l&#8217;autore della legge Basaglia per intenderci) chiudiamo i manicomi e mandiamoli a casa, non ci sono malati, noi non alleviamo le sofferenze, noi le incentiviamo!..(per chi non ci credesse posso metterlo in contatto con chi ha lavorato con lui per conferma).<br />
Insomma, prima della legge Basaglia una persona poteva essere internata (o interdetta) solo se ne era comprovata la pericolosità. Adesso invece il T.S.O. si può applicare a chi non ha commesso reati, a chi non è pericoloso ma &#8220;Fastidioso&#8221; o &#8220;indecoroso&#8221; ma questa è una violenza terribile ed una violazione al diritto fondamentale di espressione umana, e non è demagogia ma libertà di essere.<br />
In definitiva: se io stò male non voglio essere legato e torturato, ma voglio essere ascoltato, capito, creduto, vorrei che qualcuno vedesse le cose dal mio punto di vista e non mi squalificasse come se fossi uno che non è più capace di intendere e di volere è questo l&#8217;aiuto che dobbiamo dare a chi stà male ed esprime con delle metafore il suo indicibile malessere interiore che altrimenti non potrebbe esternare con il linguaggio &#8220;normale&#8221;.<br />
ci sono vari stadi di malessere, ma anche il malessere è un concetto che riceve le definizioni più disparate.<br />
Sapete distinguere la malinconia dalla depressione? chi può farlo con certezza?<br />
E nello stesso tempo si potrebbero qualificare questi stati d&#8217;animo come espressione di una individualità sensibile ed anche artistica. Eppure, la depressione, confusa con la malinconia (e viceversa), è definita nei manuali psichiatrici come una malattia mentale. Perchè? perchè intorno a questi stati d&#8217;animo (che non sono pericolosi-in linea di massima- ne per il soggetto che lì prova, ne per gli altri) girano soldi ed interessi infiniti,nonostante non esista nessun metodo universalmente valido per stabilire che si è in presenza di malattia mentale!<br />
Esistono persone con grave ritardo mentale,ed anche qui la pericolosità di questi individui non è presunta, ma varia a seconda delle circostanze(come avviene con qualsiasi altra persona), ma questo è l&#8217;unico caso in cui troviamo delle funzioni cerebrali alterate.<br />
Per il resto dei casi (dei presunti pazzi) si tratta di stigmi che vengono cuciti addosso a delle persone. E se c&#8217;è sofferenza, questa si cura col : dialogo, impegnandosi in qualcosa, con l&#8217;AMORE, ma di certo non coi farmaci, tantomeno coi TSO!</p>
<p>p.s. sono un essere umano e quindi ho le mie incertezze ed i miei dubbi, ma ho avuto la possibilità in tutta la mia vita di confrontarmi con queste tematiche FILOSOFICHE, grazie a persone del settore fantastiche e quindi mi sento in grado di poter dire la mia con qualche certezza (se non assoluta) Lo strumento del T.S.O. è usato nella stragrande maggioranza proprio dai familiari, ovvero di chi tra i familiari ha più potere in famiglia: ad esempio il padre verso la figlia,(che ad esempio vuole sposare il ragazzo che il padre detesta perchè è un tossico o semplicemente non ha mezzi legali per allontanarlo se non il TSO)-<br />
Per la patria podestà spesso l&#8217;arma giocata è la &#8220;follia&#8221; o la &#8220;Stranezza&#8221; del coniuge, o addirittura il tradimento!!!!! incredibile no?</p>
<p>(valanghe di casi di t.s.o. in questo senso) oppure parenti verso la nonna o mamma vecchia ed eccentrica (che guarda caso è proprietaria di una villa o di un negozio) spesso gli amministratori sono nominati appunto tra i parenti più prossimi&#8230;.. Il vicino di casa (magari più ricco e conosciuto) denuncia quello povero e rompiscatole&#8230;&#8230;.. ora questi non sono casi estremi, sono fatti di vita quotidiana! stiamo raccogliendo storie raccapriccianti sull&#8217; USO (non solo l&#8217;abuso) del TSO.<br />
Insomma io non capisco come mai l&#8217;uomo che possiede conoscienze tecnologiche immense rimane ancora ammaliato dalla psichiatria che si basa ancora su testi OTTOCENTESCHI e adopera leggi paragonabili all&#8217;inquisizione?? cosa è &#8220;nostalgia del passato?&#8221;&#8230;.perchè non cerchiamo invece di trovare un modo nuovo di aiutare i conflitti interiori degli individui,la loro tristezza,l&#8217;inquietudine di vivere?? Solo perchè una metodologia esiste ed è consolidata nei secoli non è detto che sia per forza l&#8217;unica!!! <span>Se la persona soffre abbiamo il dovere di aiutarla senza la coercizione,non di rendere ancora più brutta la sua esistenza incarcerandola, e se  la malattia non si vede, non è medicina non è scienza ma filosofia priva di metodologia scientifica e bisogna utilizzare altri strumenti di aiuto.<br />
Importante: NESSUNA MALATTIA MEDICA (anche se questo può comportare la morte del paziente) viene curata con la forza, se nei casi di malattia fisica (cioè reale,tangibile,non opinabile)se il paziente non è in grado di dare il consenso all&#8217;operazione viene perlomeno richiesto ai familiari, mentre la psichiatria è al di sopra delle leggi,(forse la psichiatria non è una branca della medicina?)..Forse è una questione di ordine pubblico! eccolalà! questa è la spiegazione&#8230;. allora gli psichiatri la smettano di usare camici e termini medici, sarebbe più onesto no?<br />
per ora non siamo (spero) in uno stato nazista, per ora la legge italiana prevede che la persona con alterazioni psichiche non ha compromesso l&#8217;incapacità di intendere e di volere. Ma tanto la costituzione è solo un pezzo di carta messo là per far vedere quanto siamo belli e giusti e per poi essere disattesa tipo..non sò la libertà di cura, il diritto alla casa, il diritto al lavoro&#8230;la libertà di parola o espressione..che ipocrisie profonde pregnano la nostra società&#8230;se c&#8217;è un reato ricordo che in Italia c&#8217;è un codice penale e uno civile, non c&#8217;è bisogno di mascherare da intervento &#8220;medico&#8221; qualcosa che di medico non è</span></p>
<p>a cura  di  Laura Todisco e  Christian Brogi</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lauratod.wordpress.com/17/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lauratod.wordpress.com/17/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lauratod.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lauratod.wordpress.com/17/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=17&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Maurizio Cuffaro</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 17:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contemporanei]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Cuffaro è nato a Milano nel 1965. Fin dalla più giovane età ha manifestato un notevole interesse per la Storia dell&#8217;Arte e per la pratica di disegno, grafica e pittura. Ha frequentato il Liceo Artistico con ottimi risultati, mettendo in luce un&#8217;ottima mano e un notevole senso della composizione; le sue tematiche preferenziali sono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=16&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://a62.ac-images.myspacecdn.com/images01/91/m_e54a12041b629ea3037c34e89c562c6d.jpg" /> Maurizio Cuffaro è nato a Milano nel 1965. Fin dalla più giovane età ha manifestato un notevole interesse per la Storia dell&#8217;Arte e per la pratica di disegno, grafica e pittura.<br />
Ha frequentato il Liceo Artistico con ottimi risultati, mettendo in luce un&#8217;ottima mano e un<br />
notevole senso della composizione; le sue tematiche preferenziali sono sempre state il ritratto e il &#8220;multiplo&#8221; ovvero la tautologia di persone e oggetti. Le sue opere giovanili e i primi lavori accademici rivelano influenza decisiva di De Chirico, Morandi, Carrà.<br />
I rapporti fra arte e simbolo, fra arte e inconscio connotano le sue opere della maturità, quando l&#8217;influenza di Matisse e soprattutto di Pablo Picasso danno un&#8217;impronta nuova alla sua produzione.<br />
Cuffaro manifesta contemporaneamente un interesse per l&#8217;espressionismo astratto, dove i campi di colore &#8211; e in questo può ricordare la lezione di Mark Rothko &#8211; rappresentano le emozioni dell&#8217;anima e i moti delle mente.<br />
<img src="http://a608.ac-images.myspacecdn.com/images01/85/m_9b3ca25d1f544f502cacdf12d601938f.jpg" alt="cuffaro13" /><br />
&#8220;Un&#8217;opera può essere divisa in parti e ricomposta a caso&#8221;, disse una volta a un amico, &#8220;senza perdere la sua forza e,anzi, arricchendo il lavoro di significati nuovi&#8221;. La sua pittura però resta prevalentemente figurativa, sulle orme di Picasso.<br />
La donna è l&#8217;archetipo cui si ispira la sua creatività: donna madre,donna divina, donna-stella, donna-luna, donna-universo. Una Donna che nutre la vita e la coscienza del creato, come Artemide Efesia o Cibele, di cui Cuffaro si sente devoto sacerdote. <br />
<img src="http://a928.ac-images.myspacecdn.com/images01/6/m_0b8c891de30789da63206bc87fe624bf.jpg" alt="Cuffaro3" /><br />
Alcuni anni fa l&#8217;artista fu ricoverato presso l&#8217;Istituto di Riabilitazione Psichiatrica di Cernusco sul Naviglio, dove risiede tuttora. Gli psichiatri che seguono il suo caso ritengono terapeutico l&#8217;esercizio del&#8217;arte, che Maurizio Cuffaro prosegue, sperimentando nuove tecniche e creando nuovi effetti di colore, mescolando colori considerati in genere non compatibili: smalti sintetici e colori a olio, vernice nitro e pastelli, tempere e colori industriali.<br />
<img src="http://a924.ac-images.myspacecdn.com/images01/78/m_154a1b34d72e3be5095238919baafbab.jpg" alt="Cuffaro5" /> La sua produzione attuale è attenta ai moti emotivi degli esseri umani, alla<br />
molteplicità dell&#8217;Io e del Sé, ai rapporti fra animo e corpo. L&#8217;arte<br />
di Cuffaro è seguita dall&#8217;Associazione Watching The Sky di Milano.<br />
<img src="http://a197.ac-images.myspacecdn.com/images01/126/m_6d5d9e853d26240c42a0fe47dd769114.jpg" alt="Cuffaro6" /></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lauratod.wordpress.com/16/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lauratod.wordpress.com/16/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lauratod.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lauratod.wordpress.com/16/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=16&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vincent van Gogh</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 11:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antenati]]></category>

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		<description><![CDATA[  L&#8217;immagine del genio folle e sfortunato che avvolge una certa idea dell&#8217;arte e degli artisti, ha trovato in Van Gogh una delle incarnazioni più convincenti. La sua vita, tragica e breve, è stata trasformata in mito da una  copiosa  letteratura.  È  vero  però  che, figlio di un pastore protestante, con una madre portata per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=13&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lauratod.files.wordpress.com/2007/11/van-gogh2.jpg" title="van-gogh2.jpg"><img src="http://lauratod.files.wordpress.com/2007/11/van-gogh2.thumbnail.jpg?w=480" alt="van-gogh2.jpg" /></a><a href="http://lauratod.files.wordpress.com/2007/11/van-gogh.jpg" title="van-gogh.jpg"><img src="http://lauratod.files.wordpress.com/2007/11/van-gogh.thumbnail.jpg?w=480" alt="van-gogh.jpg" /></a> <br />
L&#8217;immagine del genio folle e sfortunato che avvolge una certa idea dell&#8217;arte e degli artisti, ha trovato in Van Gogh una delle incarnazioni più convincenti. La sua vita, tragica e breve, è stata trasformata in mito da una  copiosa  letteratura.  È  vero  però  che, figlio di un pastore protestante, con una madre portata per le lettere e le arti, cerca di realizzarsi, prima nella religione poi nella pittura, con una intensità dolorosa e violenta che arriva al parossismo. Dopo un&#8217;infanzia taciturna e sognatrice, deve mettersi a lavorare (1869) e trova un lavoro all&#8217;Aia, poi a Londra  e  a  Parigi, presso un mercante d&#8217;arte che lo licenzia nel 1876.</p>
<p>Si sente chiamato a una missione più alta, ma anche più dura: si mette al servizio di un altro pastore di un quartiere popolare di Londra,  poi,  dopo  essersi cimentato negli studi teologici, viene mandato nel Borinage come predicatore, presso una comunità di minatori. Spingendo la dedizione fino all&#8217;estremo sacrificio, raggiunge il fondo della sua crisi interiore e rinuncia all&#8217;incarico, disapprovato  dalla Chiesa (1879). Rivolge allora tutte le sue energie al disegno, cercando attraverso ritratti e paesaggi  di  nature  morte  la  verità sull&#8217;uomo e sulla sua condizione disperata.</p>
<p>Gli inizi, 1880-85</p>
<p>Comincia con fiducia il suo apprendistato di artista, aiutato finanziariamente e moralmente dal  fratello  Thèo  (1857-91),  con  il quale intrattiene una corrispondenza eccezionale, sia per l&#8217;abbondanza sia perché rivela la sua sensibilità, i suoi pensieri, la sua esistenza e il suo modo di lavorare.</p>
<p>Oltre allo studio di raccolte di incisioni e di opere tecniche,  copia le opere di Millet e ne riprende incessantemente i temi (il seminatore), acquisisce l&#8217;arte dei maestri fiamminghi e olandesi e  le leggi della prospettiva, disegna in modo naturalistico (presso i suoi genitori, a Etten, nel 1881) paesaggi, strumenti agricoli,  laboratori artigiani e ritratti. Questo ardore nel lavoro è dovuto a un crescente sconforto: dopo una crudele delusione sentimentale con sua cugina Kee, una violenta disputa con il padre (Natale 1881) e la sua partenza per L&#8217;Aia (dove un parente, il pittore Anton Mauve [1838-88],  lo  inizia alla pittura a olio), ha una relazione</p>
<p>con una prostituta, da lui vista come incarnazione del declassamento  che  corrisponde  alla  sua volontà di rottura.</p>
<p>Passato il periodo dell&#8217;entusiasmo l&#8217;avventura termina, nel 1883, nella solitudine, nel cuore della selvaggia regione della Drenthe; poi, con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;inverno, a Nuenen presso  i suoi genitori. Qui, riprende le sue letture, specialmente Zola, e il suo lavoro, con figure di contadini, con serie di scene con personaggi (tessitori ricurvi nella penombra sul loro telaio) e di nature morte. Le tematiche, le modalità di composizione, l&#8217;amore dei dettagli e  dei volumi squadrati da luci violente indicano il suo ritrovare la lezione del realismo olandese ( Mangiatori di patate, 1885, Museo Van Gogh, Amsterdam). Ma presto, sotto l&#8217;influenza di Rembrandt, Hals, Delacroix, Chardin (che egli avvicina a Vermeer) e soprattutto di Rubens (scoperto ad Anversa nel  1885),  per  il  giovane  pittore  il problema del colore diventa fondamentale: rischiara la sua tavolozza, addolcisce il suo stile e, contemporaneamente, privilegia il ritratto. A Parigi può, tuttavia, trovare,  oltre  alla  presenza  del  fratello Thèo, che lo rassicura, un clima di fermento artistico che lo stimolerà in modo decisivo. Vi arriva, all&#8217;inizio del 1886, già libero dagli obblighi dall&#8217;apprendistato.</p>
<p>Parigi, 1886-87</p>
<p>Il soggiorno a Parigi, è quello delle scoperte: quando vengono pubblicati Les illuminations di Rimbaud  e  l&#8217;Oeuvre  di  Zola,  gli impressionisti fanno nel 1886 la loro ultima esposizione (la Grande Jatte di Seurat è accanto alle tele di Signac, Pissarro, Redon, Degas, Gauguin, Guillaumin); l&#8217;anno seguente, l&#8217;opera di Millet è oggetto  di una retrospettiva. È anche il momento degli incontri e delle amicizie fruttuose: nel laboratorio di Fernand Cormon (1845-1924), dove  lavora in base a modelli viventi e a gessi, Vincent si lega a Toulouse-Lautrec, a Louis  Anquetin  (1861-1932)  e  a  Emile  Bernard (1868-1941). Con Pissarro impara le nuove idee sulla luce e il trattamento divisionista del colore. Tramite Thèo, conosce  Gauguin, mentre tramite il pére Tanguy, la cui bottega di colori racchiude anche opere come quelle di Cézanne, si lega a Signac. In questo ambiente creativo, i  mazzi  di  fiori ispirati da Adolphe Monticelli (1824-86) seguono presto gli studi accademici e i paesaggi passano  dai  marroni  compatti  e  dai  grigi vaporosi ai colori puri. Nelle vedute di Montmartre, così caratteristiche con le viuzze in pendenza, i riverberi e i  mulini  a  vento,  la  vibrazione  luminosa acquisita dall&#8217;impressionismo arricchisce la sensibilità grafica propria di Vincent (Montmartre, Stedelijk Museum, Amsterdam). Con la tecnica divisionista, cerca il suo personale  approccio  al  colore (Interno di ristorante, 1887, museo Kroller-Muller, Otterlo), e allo stesso tempo cerca nei sobborghi parigini e presso  gli  argini  della Senna gli stessi motivi di Signac e di Emile Bernard. Abbandona a poco a poco la frammentazione impressionista e tende a semplificare la forma e il colore per concentrarsi meglio sull&#8217;unità strutturale della superficie e  per  mantenere  la  caratterizzazione  espressiva  degli oggetti (Natura morta con libri e gesso, 1887, Otterlo). In questa direzione, nella ricerca di uno stile veramente personale, l&#8217;influenza della stampa giapponese, tanto ammirata e copiata  da  Vincent,  segna una tappa importante. Se ne ritrova la presenza nel ritratto del pére Tanguy (1887, Museo Rodin, Parigi), il cui sfondo è completamente tappezzato con queste stampe. Il ritratto, genere  prediletto  da  Van Gogh, trova il suo profondo significato nei numerosi autoritratti, contemporaneamente analisi di se stesso  e  bilancio  della  sua  arte (Museo nazionale Vincent van Gogh). In questo soggiorno parigino, fondato sulla fraternità  senza  contrasti  tra  Vincent  e  Thèo,  il prossimo matrimonio di Thèo getta un&#8217;ombra di ambiguità. Vincent preferisce lasciare Parigi, trovando  una  scusa  nell&#8217;attrazione  che esercita su di lui la Provenza, già sognata attraverso le tele di Monticelli e di Cézanne, le opere di Zola e di  Alphonse  Daudet.  Nel 1888 si stabilisce ad Arles.  </p>
<p>La Provenza, 1888-90</p>
<p>Affascinato dalla natura provenzale, Vincent ne sposa il  ritmo  e  le stagioni nelle serie successive dei Frutteti (dipinti nel rosa e nel bianco), delle Mietiture (nei gialli aranciati) e  dei  Giardini  (nei verdi). L&#8217;inverno scompare davanti al trionfo dell&#8217;estate: lo splendore del sole, la fascinazione violenta dei gialli  costituiscono la scoperta fondamentale. In questo chiarore torrido del Mezzogiorno dove la realtà delle cose appare senza il velo atmosferico che altrove le avvolge, l&#8217;arte della stampa giapponese subisce una vera trasmutazione (Il ponte di Langlois, maggio 1888, Wallraf-Richartz Museum, Colonia e altre versioni). Gli stessi disegni,  attraverso  la loro eccezionale qualità pittorica arrivano con semplici elementi a trascrivere la trama della colorazione luminosa degli oggetti. La rapidità di esecuzione, che gli sembra indispensabile,  richiede  a Vincent una grande tensione che egli tiene alta &#8211; per «meditare il colpo» &#8211; con il caffé e l&#8217;alcool. Raggiunge presto un livello di sovraffaticamento che influirà pesantemente sulla crisi imminente. Ripone tutte le sue speranze nella «casa gialla» che ha affittato per creare l&#8217;associazione degli artisti che  sogna  fin  dall&#8217;Olanda.  Per mediazione di Thèo, invita Gauguin a stabilirsi con lui, ma la loro grande diversità, mirabilmente espressa nel contrasto tra La sedia  di Van Gogh (con  pipa) [Tate Gallery, Londra] e La sedia di Gauguin (con libri e candela) [Museo  nazionale  Vincent van Gogh] ,  sfocia  nella notte di Natale del 1888 in un grave alterco. Sconvolto, Vincent si amputa il lobo dell&#8217;orecchio sinistro e lo offre a una prostituta  che frequenta. Curato in ospedale, si ristabilisce e dipinge ancora parecchi quadri, come il suo Autoritratto del gennaio 1889,  col  capo bendato (1889, collezione Block, Chicago). Internato per un certo periodo in seguito a una petizione, attanagliato dall&#8217;angoscia e dalla solitudine all&#8217;annuncio del matrimonio del fratello, pensa al suicidio e preferisce farsi ospedalizzare lui stesso a Saint-Rèmy-de-Provence.</p>
<p>Il periodo di Arles rimase sotto la duplice influenza del  blu  e  del giallo, cielo e terra sotto il sole dei precedenti Covoni (1885, Otterlo) o notte illuminata dalle  stelle  della  Notte  stellata  sul Rodano (1888, collezione Moch, Parigi, che Vincent dipingerà con una corona di candele intorno al cappello), o ancora scene  notturne  dove le passioni umane si esprimono in ciò che hanno di più esasperato dallo sconforto (Caffé di notte, 1888, Yale University Art  Gallery, New Haven). Il punto estremo di questa tensione e allo stesso tempo di questa ebbrezza è raggiunto nella serie dei Tornasole, trattati senza ombre né modellati, con gialli spinti al limite estremo: il pittore diviene colui che si avvicina al fuoco solare e che, in questo  stesso modo, si brucia e si consuma. Come nei ritratti, dove i toni verdi creano una certa temperanza ( L&#8217;Arlesiana,  Metropolitan  Museum  of Art, New York), il colore unito strettamente alla luce, incarna la presenza reale delle cose e il loro destino spirituale. Dopo  l&#8217;arrivo di Vincent a Saint-Rèmy, nel 1889, la malattia, ma anche il carattere tormentato della Provenza delle Alpille e di  Baux  portano  modifiche nel suo stile. Il tocco si fa più veemente e furioso e le ocre tendono a sostituire i colori di Arles, ancora presenti nella seconda bellissima versione della Notte stellata (Museum of Modern Art, New York). </p>
<p>Il  lavoro  di Van Gogh in ospedale dipende dal suo stato di salute e, a seconda che sia obbligato a rimanere  in  camera  o  autorizzato  a  uscire  nella proprietà o anche ad andare a passeggiare, dipinge i cespugli di fiori del giardino, i campi scorti dalla finestra, gli ulivi e i cipressi della campagna circostante (Campo di grano con  cipressi,  National Gallery, Londra e altre versioni). Dopo la crisi che segue l&#8217;annuncio di una prossima nascita nella casa di Thèo, ricercando nel  lavoro  il «miglior rimedio alla malattia», esegue alcune copie in base a delle incisioni dei suoi maestri preferiti ( Pietà secondo Delacroix,  Museo nazionale Vincent van Gogh). Nuovamente stroncato verso Natale, si raffigura nella Prigione (Il giro dei  carcerati )  secondo  Gustave Dorè (1890, Museo Puskin, Mosca). Vuole ancora sperare e credere in una ripresa quando nasce suo nipote Vincent  (Rami  di  mandorlo  in fiore, Museo nazionale Vincent van Gogh) e quando gli giungono buone notizie riguardo l&#8217;attenzione prestata</p>
<p> alla sua opera (un articolo  di Albert Aurier [1865-92] apparso nel «Mercure de France», su Vigneto rosso, la sola tela venduta quando è in vita, a Bruxelles). Ma quando i frutteti sono in fiore un altro incubo lo condanna all&#8217;inazione  per due mesi.</p>
<p>Ritornato in sé (la Resurrezione di Lazzaro, secondo Rembrandt, dove si riconosce  il  suo  viso  livido,  Museo  nazionale Vincent van Gogh), chiede di lasciare l&#8217;ospizio. Su consiglio di Pissarro, Thèo pensa al suo trasferimento  presso  il  dottor  Gachet, medico e amatore d&#8217;arte stabilitosi a Auvers-sur-Oise. Saint-Rèmy, periodo di crisi acuta, resta segnato dagli ulivi e dai cipressi di cui le fiamme e le  torsioni  trascinano  cielo,  terra  e astri nello stesso movimento: Van Gogh è ossessionato da «le forme convulse e contorte, [...] un universo di tumulto e  di  tempesta  nel quale si proiettano i suoi tormenti, come se le forze motrici del suo essere, inibite dalla malattia e dall&#8217;internamento, scoppiassero bruscamente in liberazioni angosciate» (Jean Leymarie). L&#8217;intensità non si concentra più nel colore,<br />
ma nel movimento delle forme,  mentre un&#8217;armonia smorzata dai grigi e dalle ocre conferisce una risonanza tragica a tele come Il parco dell&#8217;asilo Saint-Paul  (Saint-Rèmy  1889, Folkwang Museum, Essen). </p>
<p>Auvers-sur-Oise, 1890</p>
<p>Dopo un breve soggiorno a Parigi per rivedere Thèo, Vincent raggiunge Auvers-sur-Oise nel maggio 1890. Alloggia nella modesta  pensione  del Cafè Ravoux, frequenta il dottor Gachet, che lo invita e posa per lui. Appassionato di incisioni e amico degli artisti, Paul Ferdinand Gachet (detto Paul van Rijssel, 1828-1909), ha saputo attirare artisti come Cézanne, Guillaumin e Pissarro. L&#8217;ambiente e il clima fanno dimenticare a Vincent le sue recenti crisi e ritrova piena fiducia. Riprende i suoi temi rurali, con i campi, i giardini, le stoppie, le vedute del villaggio (La chiesa d&#8217;Auvers , museo del Louvre) in  toni lattiginosi, verdi, viola e blu scuro. Disponendo di nuovi modelli ridà importanza ai ritratti.</p>
<p>Una certa tensione si sviluppa fra Thèo e Vincent. E quando Thèo, di salute malferma, vuole condurre suo  figlio convalescente e la moglie in Olanda, Vincent si sente abbandonato. L&#8217;artista esprime la sua tristezza e la sua estrema solitudine in immense distese di grano sotto dei cieli minacciosi, come Corvi  sul grano (Museo nazionale Vincent van Gogh), la sua ultima tela. Domenica 27 luglio 1980, si avvia nei campi e si spara un colpo di pistola al petto, ma il colpo non lo uccide. Ritorna nella sua camera, dove viene trovato insanguinato. Sopravvive ancora due giorni,  poi  muore  nella notte del 29 luglio, di una morte voluta in tutta coscienza. Senza entrare nelle diverse ipotesi mediche emesse sulla malattia  di  Van Gogh e che nascondono spesso l&#8217;essenziale, si può vedere nella sua opera l&#8217;intensa lotta condotta da un individuo contro un mondo che  lo rifiuta, una società che produce, con l&#8217;industrializzazione e le sue conseguenze sociali  conflittuali,  l&#8217;asservimento  e  la  distruzione dell&#8217;uomo. Chi altro poteva parlare meglio di Van Gogh, delle sue spaventose crisi di angoscia e  della  soffocazione  umana,  se  non Antonin Artaud (Van Gogh , il suicida della società [ Van Gogh, le suicidè de l a sociètè ]). Distinguendosi dai freddi specialisti, Artaud ha saputo affermare  che «un giorno la pittura di Van Gogh armata di calore e di buona salute ritornerà per gettare all&#8217;aria la polvere di un mondo oppresso che  il suo cuore non poteva più sopportare».<br />
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		<title>Franco Basaglia (Il non autore della Legge Basaglia)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 16:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antenati]]></category>

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		<description><![CDATA[VITA &#38; OPERA Franco Basaglia nacque a Venezia, l&#8217;11 marzo 1924. Secondo di tre figli, trascorse un’adolescenza tranquilla ed agiata nel quartiere di San Polo. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrisse alla facoltà di Medicina e chirurgia dell&#8217;Università di Padova. In questo periodo cominciò a leggere alcuni classici della filosofia, fra i quali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=11&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VITA &amp; OPERA<br />
Franco Basaglia nacque a Venezia, l&#8217;11 marzo 1924. Secondo di tre figli, trascorse un’adolescenza tranquilla ed agiata nel quartiere di San Polo. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrisse alla facoltà di Medicina e chirurgia dell&#8217;Università di Padova. In questo periodo cominciò a leggere alcuni classici della filosofia, fra i quali Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty.<br />
Laureatosi nel 1949, si specializzò, nel 1953, in malattie nervose e mentali. Lo stesso anno sposò Franca Ongaro, con la quale ebbe due figli e stabilì un’intensa collaborazione anche professionale, soprattutto nella stesura di libri e saggi.<br />
Nel 1958 ottenne la libera docenza in Psichiatria. In quel tempo prestava la sua attività lavorativa a Padova, dove era assistente presso la Clinica di malattie nervose e mentali. Pro-rettore dell’ateneo padovano era all’epoca Massimo Crepet, pioniere della medicina del lavoro ed amico personale di Basaglia, che già allora veniva visto, in ambiente medico, come una ‘testa calda’ e per questo un po’ emarginato.<br />
Nel 1961, questo stato di cose indusse Basaglia a rinunciare alla carriera universitaria e ad andare a Gorizia, dove aveva vinto un concorso per la Direzione dell&#8217;Ospedale psichiatrico. In quella città si trasferì dunque con tutta la famiglia. L&#8217;impatto con la realtà del manicomio fu durissimo. Nel manicomio c’erano cancelli, inferriate, porte e finestre sempre chiuse; catene, lucchetti e serrature ovunque. Le terapie più comuni erano la segregazione nei letti di contenzione, la camicia di forza, il bagno freddo, l’elettroshock, la lobotomia (asportazione dei lobi parietali, cioè di una parte del cervello).<br />
&#8220;Un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa’. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata (&#8230;). Noi siamo qui per dimenticare di essere psichiatri e per ricordare di essere persone&#8221; &#8211; ripeteva il nuovo Direttore ai medici ed agli infermieri del suo manicomio.<br />
Basaglia si era infatti avvicinato alle correnti psichiatriche di ispirazione fenomenologica ed esistenziale (Jaspers, Minkowski, Binswanger) cercando di seguire il modello della &#8220;comunità terapeutica&#8221;, di origine inglese, all&#8217;interno dell&#8217;ospedale. Per poter affrontare degnamente la malattia mentale dunque, Basaglia si convinse che ogni pregiudizio terapeutico doveva essere messo tra parentesi, sospeso. Solo in questo modo il malato poteva essere libero e raggiungibile su un piano di libertà.<br />
Suoi riferimenti teorici furono Sartre, soprattutto per quanto riguarda il concetto di libertà, Foucault e Goffman per la critica all&#8217;istituzione psichiatrica.<br />
Nel manicomio di Gorizia erano allora ricoverati 650 pazienti: con la direzione Basaglia cominciò, in questa istituzione, una vera e propria rivoluzione. Vennero ad esempio eliminati tutti i tipi di contenzione fisica e le terapie di elettroshock, furono aperti i cancelli, ponendo i malati nella condizione di essere liberi di passeggiare nel parco, di consumare i pasti all’aperto ecc. Per i pazienti non dovevano esserci più solo terapie farmacologiche, ma anche rapporti umani rinnovati con il personale della ‘comunità terapeutica’. I pazienti dovevano essere trattati come uomini, uomini ‘in crisi’, certo: una crisi esistenziale, sociale, familiare, che però non era più ‘malattia’ o ‘diversità’.<br />
Sue sono queste parole sull’argomento: ‘Una cosa è considerare il problema una crisi, e una cosa è considerarlo una diagnosi, perché la diagnosi è un oggetto, la crisi è una soggettività’. Nel 1967 Basaglia curò il volume Che cos&#8217;è la psichiatria?, nel 1968 pubblicò L&#8217;istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico, che diffuse al grande pubblico l&#8217;esperienza dell’ospedale psichiatrico di Gorizia: un successo editoriale strepitoso.<br />
Nel 1969 lo psichiatra lasciò Gorizia e, dopo due anni passati a Parma alla direzione dell&#8217;ospedale di Colorno, nell&#8217;agosto del 1971, divenne direttore del manicomio di Trieste, il San Giovanni, dove c&#8217;erano quasi milleduecento malati. Basaglia istituì subito, all’interno dell’ospedale psichiatrico, laboratori di pittura e di teatro. Molti ricordano che una macchina scenica, un cavallo costruito in legno e cartapesta, fu fatto sfilare in corteo per le vie di Trieste, seguito da medici, infermieri, malati ed artisti. Nacque anche la cooperativa dei pazienti, che così cominciavano a svolgere lavori riconosciuti e retribuiti.<br />
Ma questa volta Basaglia sentiva il bisogno di andare oltre la trasformazione della vita all&#8217;interno dell&#8217;ospedale psichiatrico: il manicomio per lui andava chiuso ed al suo posto andava costruita una rete di servizi esterni, per provvedere all&#8217;assistenza della persone affette da disturbi mentali.<br />
La psichiatria asilare, pensava Basaglia, doveva riconoscere di aver fallito il suo incontro con il reale, essendosi limitata a fare della &#8220;letteratura&#8221; (ovvero teorie ideologiche), mentre il &#8220;malato&#8221; si trovava a pagare le conseguenze di ciò, rinchiuso nell’unica dimensione ritenuta adatta a lui: la segregazione. La psichiatria, che non aveva compreso i sintomi della malattia mentale, doveva cessare di giocare un ruolo nel processo di esclusione del &#8220;malato mentale &#8220;, voluto da un sistema politico convinto di poter negare ed annullare le proprie contraddizioni allontanandole da sé, rifiutandone la dialettica, per potersi riconoscere ideologicamente come una società senza contraddizioni.<br />
Nel 1973 Trieste venne designata &#8220;zona pilota&#8221; per l&#8217;Italia nella ricerca dell&#8217;Oms sui servizi di salute mentale. Nello stesso anno Basaglia fondò il movimento Psichiatria Democratica.<br />
Nel gennaio 1977, in una affollatissima conferenza stampa, Franco Basaglia e Michele Zanetti, presidente della Provincia di Trieste, annunciarono la chiusura del San Giovanni entro l’anno. L’anno successivo, il 13 maggio 1978, fu approvata in Parlamento la Legge 180 di riforma psichiatrica.<br />
Nel 1979 Basaglia fece un viaggio in Brasile, dove incontrò psichiatri, psicologi, infermieri, studenti, ai quali, attraverso una serie di seminari raccolti successivamente nel volume Conferenze brasiliane, riferì della propria esperienza nei manicomi.<br />
&#8220;Il manicomio &#8211; diceva in queste conferenze &#8211; ha la sua ragion d&#8217;essere nel fatto che fa diventare razionale l&#8217;irrazionale. Infatti quando qualcuno entra in manicomio smette di essere folle per trasformarsi in malato, e così diventa razionale in quanto malato&#8221;.<br />
La psichiatria democratica doveva allora andare oltre la chiusura dei manicomi ed affrontare quel disagio sociale attraverso il quale miseria, indigenza, tossicodipendenza, emarginazione, delinquenza, conducono alla follia.<br />
Diceva: &#8220;La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d&#8217; essere&#8221;.<br />
Nel novembre del 1979 Basaglia lasciò la direzione di Trieste e si trasferì a Roma, dove assunse l&#8217;incarico di coordinatore dei servizi psichiatrici della Regione Lazio. La situazione psichiatrica romana era allora rappresentata da un manicomio enorme e da innumerevoli case di cura private.<br />
Nella primavera del 1980 però si manifestarono, per lo psichiatra, i primi sintomi di un tumore al cervello, che in pochi mesi lo portò alla morte, avvenuta il 29 agosto 1980, nella sua casa di Venezia.<br />
 [Per gentile concessione di Psicolinea]</p>
<p>OPERE</p>
<p>&#8211; Che cos&#8217;è la psichiatria [1967], Baldini Castoldi Dalai, 1997</p>
<p>&#8211; L&#8217;istituzione negata [1968], Baldini Castoldi Dalai</p>
<p>&#8211; Conferenze brasiliane, Raffaello Cortina, Milano, 2000</p>
<p>Franco Basaglia &#8211; Franca Ongaro, La maggioranza deviante, Einaudi, Torino</p>
<p>&#8211; Scritti vol. 1: 1953-1968: Dalla psichiatria fenomenologica all&#8217;esperienza di Gorizia, Einaudi, Torino, 1981</p>
<p>&#8211; Scritti vol. 2: 1968-1980. Dall&#8217;apertura del manicomio alla nuova legge sull&#8217;Assistenza psichiatrica, Einaudi, Torino</p>
<p>Franco Basaglia &#8211; Franco Fornari, La violenza, Vallecchi, Firenze, 1978</p>
<p>&#8211; L&#8217;utopia della realtà, Einaudi, Torino<br />
Raccolta di saggi scritti tra il 1963 e il 1979.</p>
<p>BIBLIOGRAFIA ITALIANA</p>
<p>Mario Colucci &#8211; Pierangelo Di Vittorio, Franco Basaglia, Mondadori, Milano, 2001</p>
<p>Claudio Ernè, Viola. Cronache del manicomio negato. Gli anni di Franco Basaglia a Firenze, Emme&amp;Emme, 2005</p>
<p>Nico Pitrelli, L&#8217;uomo che restituì la parola ai matti. Franco Basaglia, la comunicazione e la fine dei manicomi, Editori Riuniti, Roma, 2004</p>
<p>Pierangelo di Vittorio, Foucault e Basaglia: l&#8217;incontro tra genealogia e movimenti di base, Ombre Corte, Verona, 1999</p>
<p>Fiorino Vinzia (a cura di), Rivoltare il mondo, abolire la miseria: un itinerario dentro l&#8217;utopia di Franco Basaglia, ETS, Pisa, 1994<br />
Raccolta di scritti sull&#8217;opera di Basaglia.</p>
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		<title>Antonio Ligabue</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 12:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La pittura di Antonio Ligabue è percorsa dal filo rosso della pazzia che ha costantemente segnato la sua vita tormentata e propone ancora una volta in modo perentorio una vecchia domanda che non ha mai avuto risposte definitive: qual è, in realtà, il limite che divide la genialità dalla follia? come possono coesistere due condizioni apparentemente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=8&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2" face="Tahoma"><a href="http://lauratod.files.wordpress.com/2007/11/bligabu2.jpg" title="bligabu2.jpg"><img src="http://lauratod.files.wordpress.com/2007/11/bligabu2.thumbnail.jpg?w=480" alt="bligabu2.jpg" /></a>La pittura di Antonio Ligabue è percorsa dal filo rosso della <strong>pazzia</strong> che ha costantemente segnato la sua vita tormentata e propone ancora una volta in modo perentorio una vecchia domanda che non ha mai avuto risposte definitive: qual è, in realtà, il limite che divide la genialità dalla follia? come possono coesistere due condizioni apparentemente conflittuali?</font><font size="2" face="Tahoma">Sbrigativamente e riduttivamente, da molti l&#8217;arte di Ligabue è stata definita <strong>naïf</strong> per il suo spirito visionario e bucolico, per il ricorso ad una simbologia popolare folcloristica, per i richiami al mondo della natura e della realtà contadina, per i <strong>colori brillanti</strong>, materici, densi e vivaci, spesso chiamando a confronto l&#8217;opera di <a href="http://www.artdreamguide.com/adg/_arti/_r/_rouss/opus.htm">Henri Rousseau</a>, uno dei maestri della scuola naïf francese.</font><font size="2" face="Tahoma">In realtà la pittura di Ligabue, che ci propone una visione del mondo vista attraverso la &#8220;lente deformante della psicosi&#8221;, è <strong>selvaggia</strong>, aggressiva, <strong>violenta</strong>, istintiva e patologica, espressa con una <strong>tecnica rozza</strong>, seppure dal tratto preciso e nervoso, spesso ricalcato e sovrascritto, talvolta finemente calligrafico, infantilmente <strong>figurativa</strong>, piena di immagini cruente e brutali di animali feroci: tigri, giaguari, leopardi spalancano le fauci mostruose in ambienti selvatici, abitanti di mondi fantastici e minacciosi, <strong>metafore della paura </strong>e del dolore interiore, in un delirio creativo che sconfina nell&#8217;incubo.</p>
<table width="100%" cellSpacing="9">
<tr>
<td rowSpan="2" width="210">I suoi numerosi <strong>autoritratti</strong>, mezzo introspettivo al quale anche <a href="http://guide.supereva.it/arte_moderna/interventi/2002/11/125731.shtml">Van Gogh</a> ricorse numerose volte, di grande intensità quasi ipnotica, trasmettono all&#8217;osservatore il senso dell&#8217;intima verità delle cose, in una pittura che qualcuno ha definito “<em>realismo magico</em>”, istintiva, permeata del senso della natura e con essa in relazione empatica.Genio folle, incompreso, emarginato dalla società, una personalità <em>borderline</em> di difficile classificazione psichiatrica, forse psicotico, forse nevrotico, il personaggio Ligabue oscura talvolta l&#8217;artista, inducendo il ricorso ad una colorita aneddottica prima che ad una critica profonda ed accurata di un linguaggio non facile, seppure di minuziosa descrittività.</td>
</tr>
<tr>
<td><img width="150" src="http://artemoderna.supereva.it/ligabue2.jpg" height="197" /></td>
</tr>
<tr>
<td colSpan="2">La composizione del dipinto è sempre dominata dalla <strong>centralità</strong> della figura principale, ben distinguibile pur nell&#8217;intrico di una giungla fitta di vegetali e di nascosti pericoli, come si vede nell&#8217;opera proposta, in un <strong>insieme unitario</strong> che non viene disperso dal groviglio dei segni, dalla complessità dei tracciati disordinati e spezzettati, e conserva una precisa <strong>definizione dei volumi</strong> delle figure, deformate alla maniera espressionista dalla pressione del segno sul supporto, il che accade soprattutto nei disegni a matita (venne più volte paragonato a Van Gogh, di cui pare quasi <em>una variante &#8220;padana&#8221;</em>, come dice Vittorio Sgarbi).Non casualmente Ligabue fu anche scultore, a ribadire la sua <strong>sensibilità eminentemente plastica</strong>, trasferita nel disegno e nella pittura con la stessa forza che esercitava sulla materia, l&#8217;argilla delle rive del Po, quando modellava le sue sculture, tozzi animali di sorprendente verismo, nei quali gli accenti espressionisti paiono attenuarsi.Concepiti nella disorganizzazione mentale di un artista fortemente disturbato, i dipinti hanno tuttavia la <strong>strutturazione</strong> <strong>definita</strong> e solida di una narrazione popolare raccontata attraverso simboli ingenui, frutto della creatività spontanea di un <strong>talento naturale</strong> che asseconda il suo impulso senza impedimenti razionali.</p>
<p>La vena vivacemente cromatica dei <a href="http://guide.supereva.it/arte_moderna/interventi/2002/10/122409.shtml">Fauves</a>, la violenza di linguaggio dell&#8217;<a href="http://guide.supereva.it/arte_moderna/interventi/2002/02/93552.shtml">Espressionismo</a>, la rude efficacia del primitivismo, un acceso naturalismo visionario confluiscono nella pittura di un artista che rincorre l&#8217;immagine dell&#8217;inconscio per riconoscersi, per raccontarsi, con rabbia, con angoscia, con dolore, eco di una voce che dallo smarrimento della follia si insinua nelle pieghe delle nostre certezze di &#8220;normali&#8221; per metterle in dubbio, squarciando il velo della ragione attraverso il quale siamo abituati a guardare il nostro mondo.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><a href="http://guide.supereva.com/giallo_e_noir/biografia.shtml"><strong>Sabina Marchesi</strong></a>, guida di <a href="http://guide.supereva.com/giallo_e_noir/index.shtml"><strong>Giallo e noir</strong></a>, e  <a href="http://guide.supereva.com/poeti_sognatori/biografia.shtml"><strong><font color="#0066cc">Alessandra Mazzucco</font></strong></a> , guida di  <a href="http://guide.supereva.com/poeti_sognatori/index.shtml"><strong><font color="#0066cc">Poeti&amp;Sognatori</font></strong></a>, hanno voluto rendere omaggio ad <a href="http://guide.supereva.com/poeti_sognatori/interventi/2005/07/219145.shtml">Antonio Ligabue</a>  pubblicando in una loro pagina  la sua vita tormentata: &#8221; &#8230;&#8230;.. <em>Soprannominato “ul matt” per i suoi atteggiamenti evanescenti al limite della follia, Antonio Laccabue, nato nel 1899 e morto nel 1965</em> &#8230;&#8230;..&#8221; <a href="http://guide.supereva.com/giallo_e_noir/interventi/2005/07/218988.shtml">continua </a>&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</td>
</tr>
</table>
<p></font><font size="2" face="Tahoma"></p>
<h2>I link correlati all&#8217;argomento</h2>
<ul class="small">
<li><a target="_blank" href="http://www.traspi.net/notizia.asp?IDNotizia=2494">Ligabue: genio e follia</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.archimagazine.com/bligabu.htm">Antonio Ligabue</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.lapadania.com/1999/dicembre/16/161299p11a2.htm">Ligabue, pittore selvaggio</a></li>
</ul>
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<p></font></p>
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		<title>Edhmun Hidden</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 06:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lauratod</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi da TSO]]></category>

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		<description><![CDATA[Hedmun hidden (35 anni) era un senegalese che aveva fiducia nella psichiatria, quest&#8217;estate si era ricoverato volontariamente per un TSV,lo hanno tenuto legato tutta la notte, lo hanno sedato, e la mattina chissà che gli è preso&#8230;non voleva più stare legato (ma guarda un pò la gente&#8230;)poi lo hanno (dopo 12 ore) slegato, la psichiatra [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=5&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Hedmun hidden (35 anni) era un senegalese che aveva fiducia nella psichiatria, quest&#8217;estate si era ricoverato volontariamente per un TSV,lo hanno tenuto legato tutta la notte, lo hanno sedato, e la mattina chissà che gli è preso&#8230;non voleva più stare legato (ma guarda un pò la gente&#8230;)poi lo hanno (dopo 12 ore) slegato, la psichiatra è arrivata (con calma dopo colazione) ed ha deciso di legarlo ancora (ricordo che lui si era presentato perchè aveva fiducia nei &#8220;dottori&#8221; perchè aveva ansia e agitazione) .  A quel punto dato che non era molto soddisfatto delle &#8220;cure&#8221; voleva andare via :si è agitato,ha pregato nella sua lingua che è un misto di inglese,linguaggi tribali,ma la sfiga che ha avuto è che l&#8217;insalata di parole è definita dagli psichiatri SCHIZOFRENIA,quindi la &#8220;dottoressa&#8221; non aveva scelta, più che Hedmund voleva andare via più che lo costringevano a letto, poi hanno chiamato una pattuglia di poliziotti (la sorella era dietro il vetro del reparto ed ha perfino fotografato con il cellulare l&#8217;accaduto), gli hanno fatto iniezioni, è caduto a terra ed è morto.<br />
35 anni, moglie incinta di sette mesi. Certo la morte è stata dichiarata per arresto cardiaco, ma cosa diavolo avrà causato l&#8217;arresto cardiaco?????? è questa la barbaria del T.S.O. che và scardinato dal profondo delle sue radici, le persone non meritano di essere trattate in questo modo. Ovviamente agli occhi di chiunque questo potrebbe sembrare un abuso psichiatrico, ed invece no, questa è la prassi infatti nè agli infermieri nè al medico non è successo nulla,ma d&#8217;altra parte è per il suo bene, per il suo bene lo hanno fatto morire&#8230;.</span></p>
<p><span></span></p>
<p><span></span></p>
<p><span>Testimonianza di Christian Brogi (Telefono Viola)</span><!--  google_ad_client = "pub-5585139137503639";  google_ad_width = 336;  google_ad_height = 280;  google_ad_format = "336x280_as";  google_ad_type = "text";  //2006-12-12: articoloqnet_grande_2  google_ad_channel = "3100271723";  google_color_border = "FFFFFF";  google_color_bg = "FFFFFF";  google_color_link = "990000";  google_color_text = "000000";  google_color_url = "808080";  //--></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/lauratod.wordpress.com/5/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/lauratod.wordpress.com/5/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lauratod.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lauratod.wordpress.com/5/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lauratod.wordpress.com&amp;blog=2127726&amp;post=5&amp;subd=lauratod&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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